Centri Estivi 2024
L’Estate al Centro al Nido di Guardea

L’Estate al Centro al Nido di Guardea

L’Estate al Centro al Nido di Sismano

L’Estate al Centro al Nido di Sismano

L’estate al Centro ad Attigliano

L’estate al Centro ad Attigliano

L’estate al Centro a Lugnano in Teverina

L’estate al Centro a Lugnano in Teverina

L’estate al Centro ad Alviano

L’estate al Centro ad Alviano

L’estate al Centro a Narni Scalo

L’estate al Centro a Narni Scalo

L’estate al Centro a Stroncone

L’estate al Centro a Stroncone

Nicoletta Barbaccia – Andrà tutto bene, raccontiamo il nostro lavoro al tempo del coronavirus

DISTANZA. Mai come adesso questa parola regna forte, potente, indiscutibile! Aggiungerei un aggettivo per chiarire il forte significato che essa assume per me, soprattutto in questo momento: distanza FISICA. Questo concetto può rendere a mio avviso, meno drammatico e sconcertante il periodo che stiamo vivendo. Ogni mattina apro gli occhi e sento una sottile sensazione di…limite. E’come se i pensieri, mentre ragiono sul tempo quotidiano, si facciano in qualche modo più stretti e sento che questo ha inevitabilmente a che fare con il mio lavoro. Si, perché il mio lavoro è fatto principalmente di movimento, sguardi, vicinanze, contatti, abbracci. Il mio lavoro è fatto insieme. Insieme ai miei colleghi, alle famiglie, alle bambine e bambini, ragazze e ragazzi. Ecco allora che la parola “distanza” unita all’aggettivo “fisica” corre in aiuto: mi dico che adesso, in questo tempo, sto e stiamo vivendo solo una DISTANZA FISICA.

Ho cinquantasei anni e non sono una perfetta abitante del mondo digitale. Mi sono attrezzata con gli strumenti essenziali per svolgere il lavoro e gestire le mie relazioni familiari. Ma in questo momento, ho scoperto un grande senso di gratitudine per tutte le mie colleghe e i miei colleghi che si muovono in questo mondo con tanta capacità e disinvoltura. Infatti con il mio gruppo di lavoro del centro Sottosopra stiamo ragionando proprio su come oltrepassare la distanza fisica con le famiglie, bambini e ragazzi del centro, su come riprendere il filo interrotto con ogni singolo utente e/o ogni gruppo. Certo sarà un filo di contatto diverso. Sospenderemo gli sguardi ravvicinati, il mangiare insieme che non è solo mangiare, le mani che si toccano per sostenerci o per fare insieme, la possibilità di sentire i nostri odori e non solo, i nostri abbracci e tanto altro. Va bene. Andiamo oltre. Noi siamo bravi ad andare oltre! Certo sarà diverso, ma noi tanto siamo sempre e comunque “diversità”.

 

Nicoletta Barbaccia   educatrice

Cooperativa Cipss

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Credits (Ph)

Ringraziamo Yan Krukau, Diigital Buggu, Marta Wave, Akil Mazumder, Zamazan Ataş, Japheth Mast, Keenan Constance, Charles Parker, Sharefaith, Cliff Booth, Brett Sayles, Pixabay, Kat Smith, Cameron Casey per la gentile concessione del materiale fotografico utilizzato per illustrare progetti e aree di intervento.

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