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SERVIZI SOCIALI SANITARI EDUCATIVI ALLA PERSONA
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1. IL LAVORO DI GRUPPO E I GRUPPI IN COMUNITÀ

La gruppalità è sicuramente la dimensione prevalente della vita in Comunità. Dal momento in cui ci si entra, e per tutto il periodo di permanenza, si chiede agli ospiti di condividere spazi, tempi, lavoro e responsabilità e di rendere questi, occasione di riflessione ed esplorazione delle proprie modalità di entrare in contatto con gli altri, di gestire la fatica, la frustrazione e gli inevitabili conflitti che si creano in una convivenza, tutto sommato forzata, che caratterizza lo stare in Struttura. La Comunità è per definizione relazionalità, condivisione e comunicazione e su questi aspetti viene posta la massima attenzione da parte dello staff. E’ per questo che il gruppo rappresenta lo strumento e il luogo privilegiato per avviare qualsiasi processo di

cambiamento. Partendo dall’assunto che in Comunità ciascun utente tende a riprodurre registri relazionali e comunicativi maturati e costruiti nei propri contesti di provenienza (la famiglia, la strada, gli amici), ciascun momento di interazione, di scambio tra gli ospiti e/o con gli operatori, diventa un’ occasione ricca di significati e spunti in cui andare a fondo e in cui provare a costruire ponti tra ciò che accade nel “qui ed ora” e il “là e allora” della vita di ciascuno, fuori dalla Comunità.

Queste premesse costituiscono il nucleo concettuale di riferimento per la strutturazione delle attività prevalenti che coinvolgono gli ospiti. I gruppi avranno, a volte, un carattere più squisitamente terapeutico altre, saranno spostati più sul versante educativo, altre ancora si connotano come esperienze di automutuo-aiuto e di autogestione.

 

2. ATTIVITÀ EDUCATIVE

Le attività educative in Comunità hanno il senso della creazione di contesti in cui le persone possano fare esperienze, misurarsi con le proprie difficoltà, scoprire risorse, desideri e interessi mai esplorati. Per l’operatore questo significa poter creare relazioni, in cui il “fare-con” l’altro diventa lo strumento con cui entrare in contatto con gli utenti, coglierne bisogni e attitudini sui quali successivamente progettare e costruire percorsi di crescita e di sviluppo che valorizzino la specificità e l’unicità degli individui. Allo stesso tempo, per gli ospiti della Comunità, il “fare con” dell’operatore diventa un potentissimo strumento di empowerment individuale e di gruppo, con cui promuovere competenza partecipativa, autoriflessiva e trasformativa rispetto a modalità conoscitive e relazionali che hanno contribuito a creare la problematica della dipendenza.

Le principali attività educative della Comunità sono:

  • Il laboratorio di scrittura autobiografica;
  • la cura, gestione e manutenzione della struttura come attività auto-organizzata dagli ospiti, monitorata in appositi spazi;
  • il cineforum;
  • l’organizzazione di eventi interni ed esterni alla Comunità
  • l’integrazione socio-lavorativa, realizzata sia attraverso l’attivazione di appositi strumenti istituzionali (borse socio-assistenziali e borse lavoro) che tramite il contatto con piccole realtà imprenditoriali del territorio.

3. ATTIVITÀ PSICOTERAPICHE

La settimana in Comunità prevede sistematici spazi terapeutici articolati a livello individuale, familiare e di gruppo, creando un’alta intensità trattamentale dal punto di vista psicoterapico. I diversi approcci teorico-metodologici delle esperienze proposte offrono la possibilità di tenere insieme, in una visione integrata, gli aspetti che compongono la problematica delle dipendenze patologiche, di coglierne la complessità e di costruire risposte altrettanto articolate e diversificate. Al fine di garantire la migliore integrazione tra il punto di vista educativo e il vertice terapeutico, i gruppi sono condotti da un professionista, psicologo/psicoterapeuta, con la partecipazione costante di uno stesso educatore.

Un elemento di ulteriore

differenziazione dell’offerta della Comunità è la bassa soglia di accesso di alcune esperienze, come il Gruppo Multifamiliare, aperte a tutto il territorio.

Le attività di psicoterapia di gruppo sono organizzate in diverse cadenze:

 

settimanale

  • Gruppo terapeutico relazionale;
  • gruppo sulla gestione-prevenzione della ricaduta;
  • gruppo di supervisione all’autogestione della struttura e delle mansioni;

quindicinale

  • Gruppo sulla corporeità e il contatto interpersonale;
  • gruppo Multifamiliare*

*il Gruppo Multifamiliare si tiene presso l’Ambulatorio Sinapsi della Cipss Cooperativa Sociale, in Via della Doga n°53 ed è aperto a chiunque viva, personalmente o per un suo caro, un problema di dipendenza patologica.

4. L’EQUIPE COME STRUMENTO DI LAVORO

L’equipe è lo strumento principale del lavoro di Comunità, grazie alla sua capacità di costruire,

accompagnare e ridefinire continuamente il lavoro da portare avanti insieme. Il costante lavoro di

riflessione e di confronto dell’equipe, sia sui singoli casi che sulle dinamiche del gruppo di ospiti e dell’intero gruppo ospiti/operatori, costruisce la “mente” della Comunità, significa la cultura dell’intervento che la caratterizza e che sovraintende l’organizzazione dell’operatività. Nella sua intenzione psicopedagogica l’equipe è chiamata a saper creare un setting/contesto, la Comunità stessa, capace di sviluppare nel gruppo

relazioni di reciprocità e interdipendenza, di valorizzare le risorse di ogni singola persona accolta, di favorire processi di ridefinizione dei propri stili di vita e di maggiore consapevolezza sul proprio comportamento d’abuso. In questa cornice, l’equipe si muove come “un corpo unico”, che condivide finalità e metodologie, differendosi poi nelle declinazioni operative di ruoli e funzioni specifiche per ciascuna figura professionale: ognuno e ognuna concorre al raggiungimento degli obiettivi a partire da punti di osservazione diversi

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