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LEI - Laboratorio di Educazione Integrata (autostima)

L’autostima può essere definita come il complesso delle valutazioni che ogni individuo matura sul proprio conto (Plummer, 2000). E’ legata al sentirsi capaci e degni di amore. Si evidenziano, infatti, due dimensioni fondamentali alla base dell’autostima: i risultati che i bambini conseguono (le loro competenze) e l’approvazione che ricevono dagli altri. Pertanto, imparare a dirigere il proprio comportamento è una parte fondamentale dello sviluppo del bambino. L’autocontrollo, infatti, è collegato all’autostima in modo sia diretto che indiretto. Un bambino capace di governare le proprie attività e le proprie espressioni emozionali può sentirsi più competente; inoltre, un bambino che riesce a rendere il proprio comportamento socialmente accettabile e appropriato avrà maggiori probabilità di ricevere più approvazione e considerazione positiva dagli altri. L’autostima rappresenta un fattore di primaria importanza nella costruzione e nel mantenimento del benessere sociale ed emotivo.

LEI - Laboratorio di Educazione Integrata (autostima)

Obiettivi generali

Alla scoperta ed al sostegno dell’autostima, come acquisizione personale, sono legati gli obiettivi generali del laboratorio:

  • scoprire l’ autostima ed acquisire maggiore fiducia in se stessi, prendendo coscienza dei propri punti di forza, imparando a distinguere le emozioni e gli stati d’animo e a saperli esprimere con modalità idonee;
  • aumentare il sentimento di competenza sociale e di appartenenza al gruppo, consolidare le capacità relazionali del gruppo classe e sperimentare l’efficacia di ognuno al suo interno, sviluppando la capacità di interazione fra pari in piccoli gruppi e la capacità di interazione con gli adulti;
  • fornire ai bambini e ai ragazzi uno spazio di espressione, comunicazione, gioco, ascolto e benessere relazionale;
  • sostenere una visione positiva del bambino/ragazzo, come soggetto competente e creativo.
Obiettivi specifici

Gli obiettivi specifici riguardano tre  aree fondamentali per l'apprendimento dell'autostima:

area 1) apprendimento e consolidamento di abilità specifiche:

  • uso del linguaggio parlato
  • capacità di ascolto
  • capacità di osservazione
  • capacità di memoria
  • creare e rispettare regole
  • rispettare i turni e tollerare l’attesa
  • capacità di problem-solving
  • cooperare con i membri di un gruppo
  • sperimentare l’errore in un contesto protetto
  • sviluppare una maggiore conoscenza di sé, delle proprie ed altrui emozioni.

area 2) Apprendimento personale e sociale:

  • costruire il rispetto di sé e degli altri
  • costruire e comprendere i concetti di tolleranza ed empatia
  • sviluppare consapevolezza di ciò che si sta facendo e perché si fa
  • riconoscere e capire le emozioni
  • tollerare la frustrazione e ridurre l’impulsività
  • sviluppare la sensibilità verso i punti di forza e le difficoltà degli altri
  • sviluppare un’auto-immagine positiva
  • costruire la fiducia
  • apprendere il valore sociale del successo
  • accrescere i livelli di autonomia ed autoefficacia;

area 3) apprendimento di processi:

  • apprendere capacità spendibili anche in altri contesti
  • modificare atteggiamenti e convinzioni
  • comprendere esperienze complesse attraverso strumenti di sperimentazione dell’ascolto e dell’accoglienza verbale e corporea, all’interno della realtà scolastica ed educativa;
  • fornire uno spazio che sostenga lo sviluppo dell’identità di ogni bambino: tra difficoltà e potenzialità, tra maschile e femminile, tra dipendenza e autonomia, tra emozione e razionalità;
  • sviluppare l’osservazione dei singoli  bambini.

 

Modalità  operative e strumenti

Il servizio viene realizzato dagli operatori e dagli insegnanti nei tempi e nei luoghi (classe o palestra) della scuola. Ogni laboratorio viene svolto con cadenza settimanale o quindicinale a partire dal mese di Novembre o Gennaio fino a Maggio e la durata va da un minimo di un’ora ad un massimo di due. Il calendario dettagliato degli incontri viene costruito insieme da insegnanti ed operatori. Laddove la numerosità degli alunni non permetta un adeguato svolgimento delle attività il gruppo classe viene suddiviso in due sottogruppi.

Gli strumenti utilizzati dal laboratorio sono specifici e si integrano tra loro nello svolgimento del laboratorio:

  • lettura di brevi racconti
  • lavori in piccoli gruppi
  • riflessione metacognitiva e rielaborazione di esperienze personali
  • attività esperienziali: role play, esercitazioni, simulate
  • brainstorming
  • generalizzazioni e bridging
  • problem-solving
  • ausili informatici
  • comunicazione non verbale
  • modeling
  • sociogramma
  • arteterapia

 

Metodologie

Come come gli strumenti che utilizziamo sono diversi, così le metodologie impiegate sono definite e specifiche. Ne diamo una breve descrizione:

Circle time: metodo di lavoro, pensato per facilitare la comunicazione e la conoscenza reciproca nei gruppi. In ambito scolastico trova un’ottima applicazione: gli alunni si posizionano su sedie disposte in cerchio, cosicché ciascuno possa vedere ed essere visto da tutti, lasciando libero lo spazio al centro, sotto la guida dell’operatore e dell’insegnante. La comunicazione avviene secondo regole condivise all’inizio e finalizzate a promuovere l’ascolto attivo e la partecipazione di tutti. Il “tempo del cerchio” ha una durata fissa all’interno della quale possono essere proposte delle attività strutturate guidate dall’operatore oppure lasciata libertà di discussione (a seconda delle specifiche esigenze della classe) su tematiche proposte dagli stessi alunni. All’interno del cerchio, l’adulto ricopre il ruolo di facilitatore della comunicazione evitando di assumere posizioni centrali (per esempio fornendo soluzioni o risposte agli alunni): l’obiettivo è facilitare la cooperazione fra tutti i membri del gruppo-classe, la creazione di uno spazio in cui ciascuno è incluso e chiamato a partecipare, sebbene con le proprie modalità e i propri tempi, in modo da soddisfare sia il proprio bisogno di appartenenza che di individualità. La metodologia, laddove necessario, sarà adattata alle caratteristiche logistiche: se gli spazi utilizzati non permettono la disposizione in cerchio, i bambini e i ragazzi rimarranno seduti ai propri posti.

Coping Power: Il Coping Power Scuola (Erickson, 2016) è l’adattamento del Coping Power Program-CPP (Lochmann e Wells, 2002) al contesto scolastico ed è un programma che nasce da esigenze di intervento su classi difficili con problematiche comportamentali, elaborato in modo tale che ne possano beneficiare tutti i bambini di una classe. Tale programma è strutturato in due percorsi complementari che vengono attuati in modo parallelo. Il primo è dedicato a potenziare e implementare strategie di gestione della rabbia e più in generale abilità emotive e sociali; il secondo è costituito da un contratto comportamentale stipulato con gli alunni e basato su un sistema di token economy. Il bambino propone, nel contesto di gruppo, il tema sul quale vuole impegnarsi; questo tema, con l’aiuto dell’operatore, viene operazionalizzato e suddiviso in una serie di obiettivi comportamentali legati al contesto scolastico. Il raggiungimento del “traguardo” da parte di tutti gli alunni consentirà di avere un premio di classe scelto dai bambini.

Educazione Razionale Emotiva (ERE): procedura psicoeducativa che mira a educare l’individuo ad affrontare le proprie emozioni imparando ad utilizzare e potenziare la propria capacità di pensare in modo costruttivo. Il presupposto è che le emozioni non sono determinate esclusivamente da ciò che accade all’individuo, ma soprattutto dalla rappresentazione mentale che lo stesso ha della realtà: non sono gli eventi in sé a creare sofferenza emotiva, ma il significato che attribuiamo ad essi (Ellis A., 1993). Il pensiero, l’emozione e il comportamento non vengono considerati come processi psicologici separati, ma come processi altamente interdipendenti e interattivi.

Coinvolgimento degli insegnanti, verifiche e monitoraggio

Gli insegnanti partecipano attivamente all’attività laboratoriale oppure assumono il ruolo di “osservatore”, cosicché l’operatore possa ricevere un feed-back e calibrare di volta in volta il suo intervento anche in base a quanto osservato dall’insegnante.

Anche le verifiche del lavoro svolto vengono realizzate di concerto con la direzione ed il personale scolastico coinvolto. 

Prevediamo infatti, per ogni laboratorio, una riunione di avvio dell'intervento, con le direzioni scolastiche, gli insegnanti (insegnante referente per il progetto per ciascuna scuola e insegnanti di classe) ed i referenti del progetto per la cooperativa (referenti e operatori) in cui si rilevano bisogni specifici per ciascuna classe e si definiscono le risorse disponibili.

Viene inoltre realizzata, nel corso del laboratorio, una riunione di monitoraggio necessaria a verificare e/o ridefinire obiettivi, gruppo, strategie ed organizzazione degli spazi e dei tempi.

Fondamentale é anche la riunione finale di verifica con il consiglio di classe, l’operatore ed il referente del servizio in cui si valuta il raggiungimento degli obiettivi, si analizzano le complessità emerse e si procede con la rilevazione dei nuovi bisogni.

Possono essere previsti, all’inizio ed alla fine del laboratorio, due momenti di incontro con il gruppo dei genitori dei ragazzi e dei bambini coinvolti, le cui modalità di realizzazione vengono definite dall’operatore in accordo con le insegnanti.

 

 

 

 

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